MERAKI

CHAPTER I

Il progetto, parte de ciclo “Dialoghi con l’Arte“, nasce dalla collaborazione tra YOY Performing Arts e l’Associazione Meccaniche della Meraviglia,  e si incentra sulla ridefinizione del rapporto tra arte, danza, e musica  in relazione allo spazio. L’opera d’arte si presenta come una cosa sola con lo spazio che la contiene e la esalta. È partendo da questo concetto che si sviluppa l’azione performativa di Meraki.

L’opera e il luogo, nella loro bellezza statica, per un attimo si attivano e prendono vita, facendo esplodere tutte le loro potenzialità espressive attraverso la musica e il movimento, e al contempo musica e movimento conducono un’”analisi critica” dell’opera che diventa coprotagonista dell’azione performativa.

Spettacolo di danza contemporanea Meraki

COREOGRAFIA E MUSICA

Musica e coreografia sono nate in sala prove sovrapponendo  melodie, strumenti e movimenti.

Così come la costruzione coreografica tende ad un linguaggio chiaro ed estremamente limpido cercando di dare al gesto un’ampiezza ed una fluidità crescente, i suoni e gli strumenti, apparentemente separati, si uniscono per dare vita alla melodia.

La musica riempie il movimento, la danza riempie la melodia, l’opera riempie lo spazio creando così un intreccio di linguaggi apparentemente diversi ma estremamente vicini.

I danzatori non si toccano mai, si sfiorano. Non c’è prevalenza di forza maschile o eleganza femminile ma solo ricerca di equilibrio interiore (rappresentato nella coreografia da due assoli) e consapevolezza che la ricostruzione passa solo attraverso un percorso comune, quasi fosse un viaggio che permette di accrescere conoscenze ed esperienze, così come nella poesia “Itaca” di Kostantinos Kavafis, recitata da Shafik durante la performance.

Timoteo Carbone

L’OPERA

Meraki Nasce coinvolgendo nel progetto il grande artista egiziano Medhat Shafik, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia.

Gli oggetti dell’installazione di Shafik “Palmira”, costruiti da elementi sovrapposti di juta, garze e tessuti dai colori naturali e splendenti, sono una metafora della stratificazione della storia, dei danni dell’uomo alla natura, ma la ricostruzione, dopo un evento traumatico, si trasforma per Shafik in un “viaggio onirico, leggero, che trae la sua forza dalla fragilità delle cose alla ricerca di un recupero simbolico dei luoghi archeologici e della natura, che sono la memoria dell’uomo, l’essenza della civiltà.”

Medhat Shafik
Medhat Shafik

Ideazione:
Emma Zani 

Coreografia:
Emma Zani e Roberto Doveri

Danzatori:
Emma Zani e Roberto Doveri

Musiche:
Timoteo Carbone

Video/Foto:
Michele Arrabito

Imma Di Lillo

Costumi:
Hache

2022

02/09/2022

Foligno Danza Festival

Foligno (PG)

2021

16/04/2021

Parc Performing Arts Center, Firenze (FI)

Prova Aperta

09/07/2021

Nutida, Scandicci (FI)

24/07/2021

Effetto 48, Panicale (PG)

26/08/2021

Face Off, Grosseto (GR)

10/09/2021

Meccaniche della Meraviglia Brescia (BS)