Immagine performing art center
Immagine sfumata slittamenti

FABBRICA EUROPA: SLITTAMENTI

Quattro artisti attivi nel campo della danza e della coreografia sono invitati a presentare un assolo. Opere dunque già formulate ma non fissate, propense ad assumere nuove forme e formati con la partecipazione di altri otto danzatori/performer e iI contributo

di quattro artisti visivi.
Il progetto intende la coreografia come linguaggio in continuo slittamento, pronto a deviare dalla propria disciplina, a navigare in spazi sconosciuti, a lasciare il proprio territorio per abitare la molteplicità.

Luogo:
PARC PERFORMING ART CENTER

Conduzione:
Cristina Caprioli con Pietro Gaglianò

Progetto:
Fabbrica Europa

Città:
Firenze

Cristina Caprioli, nata e cresciuta in Italia, dopo aver danzato in Germania e Stati Uniti, dal 1983 è residente a Stoccolma dove negli anni ’90 fonda la Compagnia indipendente CCAP, ancora oggi base di tutto il suo lavoro. Figura di spicco della scena artistica scandinava, si dedica alla coreografia in varie forme e vari formati, come spettacoli, installazioni, esposizioni, film, festival e pubblicazioni. Ogni progetto è una ricerca a lunga scadenza che procede parallela a “community projects”, tournée nazionali e internazionali e attività pedagogiche. Cristina Caprioli è stata Professore di Coreografia all’Università di Danza e Circo di Stoccolma. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi e prestigiosi premi. Autrice di lavori che scardinano le convenzioni linguistiche e percettive della danza, è attiva anche come teorica e curatrice di progetti.

Pietro Gaglianò, critico d’arte e curatore, approfondisce il rapporto tra l’estetica del potere e le contronarrazioni agite dall’arte, prediligendo il contesto urbano e sociale con una particolare attenzione per i sistemi teorici della performance. Nei suoi libri e nelle sue mostre è centrale la sperimentazione di formati ibridi tra arte e scienze sociali per coltivare la percezione politica dello spazio pubblico e della comunità. Insegna in istituzioni italiane e statunitensi ed è attivo in progetti e reti internazionali che sperimentano pratiche di arte e pedagogia non formale per l’educazione contro la discriminazione.